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Presentare il team dello studio legale sui social, con misura

· 5 minuti di lettura

Presentare il team dello studio legale sui social aiuta chi cerca un avvocato a capire con chi parlerà. Prima di scrivere o telefonare, molte persone vogliono vedere un volto e sapere chi segue cosa: una presentazione semplice risponde a questa curiosità meglio di qualsiasi descrizione dello studio.

Non servono servizi fotografici né racconti personali. Bastano foto ordinate, poche righe per persona e il consenso di tutti. Il tono resta quello di sempre: informativo, sobrio, senza aggettivi che si elogiano da soli.

Vediamo chi mostrare, come fare le foto, cosa scrivere e come distribuire le uscite.

Chi presentare e in che ordine

Lo studio è fatto di persone diverse, e ognuna ha un ruolo per chi arriva:

  • gli avvocati, con le materie di cui si occupano;
  • i collaboratori e i praticanti, con il loro ruolo indicato in modo corretto;
  • la segreteria, che spesso è la prima voce al telefono e la prima risposta ai messaggi;
  • lo studio come luogo: l'ingresso, la sala d'attesa, la stanza dei colloqui, senza carte in vista.

Un ordine semplice è partire da chi guida lo studio, poi le altre persone, una alla volta. Ogni presentazione è un contenuto a sé: non serve fare tutto in un giorno.

Una cosa conta più dell'ordine: i ruoli scritti con precisione. Un praticante è un praticante, una collaboratrice di segreteria è una collaboratrice di segreteria. Presentare qualcuno con una qualifica che non ha, anche solo per semplificare, è un errore che chi è del settore nota subito.

Foto e consenso: le regole di base

Le foto sono la parte che si vede di più, e anche quella che chiede più attenzione.

  1. Chiedi il consenso a ciascuno, per iscritto. Spiega dove comparirà la foto, su quali canali e per quanto tempo. Chi non vuole comparire non compare, senza dover dare spiegazioni.
  2. Usa lo stesso stile per tutti. Stessa luce, stesso sfondo, stessa inquadratura. Un insieme coerente comunica ordine.
  3. Scegli uno sfondo neutro. Una parete chiara o una libreria in ordine. Niente fascicoli, niente schermi accesi, niente documenti sulla scrivania.
  4. Preferisci la luce naturale. Di fronte a una finestra, non di spalle.
  5. Tieni le foto aggiornate. Una foto di molti anni fa crea una piccola sorpresa al primo incontro.

Quando una persona lascia lo studio, togli o aggiorna i contenuti in cui compare. È una questione di correttezza verso di lei e verso chi legge. Per gli aspetti di privacy legati alle immagini dei collaboratori, chiedi a chi segue la protezione dei dati dello studio.

Come presentare il team dello studio legale: cosa scrivere di ognuno

Per ogni persona bastano poche righe, sempre con la stessa struttura:

  • nome e ruolo, scritti per intero;
  • le materie o i compiti di cui si occupa, con parole semplici;
  • come lavora con chi si rivolge allo studio, per esempio chi segue il primo appuntamento o chi risponde ai messaggi;
  • un dettaglio umano, se la persona lo desidera: le lingue che parla, un interesse, perché ha scelto quella materia.

Ecco un esempio di fantasia per lo studio dell'avvocata Elena Moretti (nome inventato): «Giulia segue la segreteria dello studio. È lei che risponde al telefono e fissa i primi appuntamenti, in presenza o a distanza. Se ci scrivi qui, probabilmente ti risponde lei.» Anche Giulia è un nome inventato. Tre frasi, nessun aggettivo, un'informazione utile per chi deve scrivere.

Da evitare: superlativi, risultati ottenuti, clienti seguiti, confronti con altri studi. Attenzione anche ai titoli: parole come «specialista» seguono regole precise, ed è più sicuro descrivere le materie. Per le regole sull'informazione professionale il riferimento è il Codice deontologico forense e il tuo Consiglio dell'Ordine: questo articolo non è un parere legale.

Come distribuire le presentazioni

Le presentazioni funzionano meglio come piccola rubrica che come un unico post affollato:

  • un post per persona, con foto e poche righe, a distanza di una o due settimane;
  • un carosello «Chi siamo» che riunisce tutti, da fissare in alto sul profilo;
  • una raccolta nelle storie in evidenza, dove chi arriva per la prima volta trova subito le persone;
  • un aggiornamento quando arriva qualcuno di nuovo o cambia un ruolo.

Su LinkedIn ogni persona può riprendere dal proprio profilo il post che la riguarda: è il modo più naturale per collegare le persone alla pagina dello studio. Su Instagram e Facebook, invece, la raccolta in evidenza fa da piccola pagina «Chi siamo» sempre a portata di mano.

Una rubrica di presentazioni ha anche un vantaggio pratico: si prepara una volta, con tutte le foto fatte nello stesso giorno, e riempie diverse settimane del piano senza altro lavoro.

Domande frequenti

Devo mostrare tutti, anche chi non vuole?

No. Chi preferisce non comparire non compare, e non serve giustificarlo. Puoi presentare il suo ruolo senza foto, o non presentarlo affatto: lo studio resta credibile lo stesso.

Posso parlare anche della vita privata?

Solo se la persona lo desidera, e con misura. Un interesse o le lingue parlate bastano. Famiglia, indirizzi e abitudini restano fuori.

Cosa faccio quando qualcuno lascia lo studio?

Aggiorna subito i contenuti: togli la presentazione o la pagina del carosello in cui compare e sistema le storie in evidenza. Un profilo con persone che non ci sono più crea confusione in chi scrive.

Per cominciare

Fai una lista delle persone dello studio e chiedi a ciascuna se vuole comparire. Poi scegli una parete e un'ora di luce buona, e fai tutte le foto nello stesso giorno. Qui sopra c'è il preventivo istantaneo: tre domande e una cifra indicativa per un piano che comprenda anche le presentazioni.

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