DigitaSocialdi Digitato
Preventivo istantaneo

Risorse

LinkedIn per avvocati: profilo, contenuti e tono giusto

· 4 minuti di lettura

LinkedIn per avvocati è, di solito, il canale più naturale da cui cominciare: è una rete professionale, il tono informativo è la norma e ci sono colleghi, imprese e consulenti. Non serve a cercare clienti con insistenza, ma a farsi trovare e a mostrare con chiarezza di cosa ti occupi.

Il punto di partenza è il profilo. Molte persone lo aprono una volta, lo lasciano com'è e non lo toccano per anni. Il risultato è un profilo che dice poco, con una foto vecchia e un'intestazione generica.

Vediamo cosa sistemare, cosa pubblicare e come comportarsi, in modo sobrio.

Il profilo LinkedIn per avvocati: cosa sistemare

Un profilo curato ha pochi elementi, tutti al loro posto:

  • Foto professionale, recente e con sfondo neutro. È la prima cosa che si vede.
  • Intestazione chiara: qualifica, aree di attività e città, per esempio «Avvocato · Famiglia e successioni · Bologna». Meglio parole semplici che sigle o formule generiche.
  • Immagine di copertina con il logo o i colori dello studio, per dare coerenza.
  • Sezione «Informazioni» in prima persona, breve: chi sei, di cosa ti occupi, come lavori. Niente promesse e niente aggettivi che si elogiano da soli.
  • Esperienza e formazione aggiornate, scritte in modo semplice.
  • Recapiti chiari e un modo per contattare lo studio.

Per le qualifiche e le specializzazioni valgono regole precise: verifica nel Codice deontologico e con il tuo Consiglio dell'Ordine cosa puoi indicare. In generale è più sicuro descrivere le aree di attività che sbandierare titoli. Questo articolo non è un parere legale.

Se sul profilo c'è una foto vecchia, un'intestazione vuota o l'indicazione di uno studio dove non lavori più, correggi prima di tutto il resto.

Cosa pubblicare su LinkedIn

Su LinkedIn funziona ciò che aiuta a capire, non ciò che cerca di convincere. Alcune idee:

  1. Spiegazioni brevi su un tema della tua materia, in linguaggio semplice, per chi non è del settore.
  2. Risposte alle domande più frequenti che ricevi, in forma generale.
  3. Un commento ragionato a una novità che riguarda la tua area, con la fonte indicata e senza toni polemici.
  4. Caroselli di poche pagine che riassumono un tema, con i colori dello studio.
  5. Notizie dello studio: un nuovo collaboratore, un evento a cui partecipi, un corso di formazione.

La forma conta quanto il contenuto. Frasi corte, parole comuni al posto del gergo tecnico, una sola idea per post. Chi legge sta scorrendo tra decine di messaggi: un testo di quindici righe fitte lo salta, uno chiaro e breve lo legge.

Per lo studio d'esempio dell'avvocata Elena Moretti (nome inventato), un buon ritmo potrebbe essere un approfondimento al mese su famiglia e uno su successioni, con qualche aggiornamento intermedio.

Come si cresce senza forzare

Le relazioni su LinkedIn si costruiscono nel tempo e con garbo:

  • collegati alle persone che conosci davvero: colleghi, ex compagni di studi, professionisti con cui collabori;
  • commenta i post altrui con competenza e rispetto, aggiungendo qualcosa di utile e non limitandoti a un «bravo»;
  • non mandare messaggi promozionali a chi si collega con te: il primo contatto è una presentazione, non una proposta;
  • mantieni il tono informativo: niente confronti con altri studi, niente risultati ottenuti, niente promesse;
  • sii regolare: pochi minuti alla settimana valgono più di una raffica una tantum.

Non c'è un numero di collegamenti o di visualizzazioni che renda un profilo "riuscito": quello che conta è che chi lo apre trovi un professionista chiaro, aggiornato e raggiungibile.

Domande frequenti

Meglio il profilo personale o la pagina dello studio?

Servono entrambi, con funzioni diverse. Il profilo personale è la persona, la pagina è lo studio. Si parte dal primo, perché le persone si fidano di persone; la seconda si aggiunge quando ci sono più avvocati.

Posso scrivere «specializzato in» sul profilo?

Le indicazioni sulle specializzazioni seguono regole precise. Verifica sul Codice deontologico e con il tuo Consiglio dell'Ordine cosa puoi indicare nel tuo caso. In generale, è più sicuro descrivere le aree di attività con parole semplici.

Ogni quanto devo pubblicare?

Non esiste una frequenza ideale. Per iniziare, un contenuto a settimana o ogni due settimane è un obiettivo sostenibile. Conta la regolarità: un ritmo che riesci a mantenere per mesi vale più di uno che abbandoni dopo poco.

Per cominciare

Apri il tuo profilo come lo vedrebbe uno sconosciuto: foto, intestazione, prime righe. Se in dieci secondi non si capisce chi sei e di cosa ti occupi, parti da lì. Qui sopra c'è il preventivo istantaneo: tre domande e una cifra indicativa, anche per LinkedIn.

Altri articoli⁠